La Certificazione Unica, che ha sostituito il vecchio Cud e le altre certificazioni, deve essere consegnata dal sostituto d’imposta, datore di lavoro o ente previdenziale, ai lavoratori dipendenti e assimilati, ad alcuni lavoratori autonomi e ai pensionati. Vediamo cos’è e come ottenerla se non ti è arrivata.
Cosa vuol dire CU
Il CUD, o certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente di pensione e assimilati, questo il nome per esteso, è andato in pensione nel 2015 in favore della CU che ha di fatto accorpato diversi moduli di dichiarazione obbligatoria per dichiarare allo Stato i redditi che hanno corrisposto e i relativi adempimenti previdenziali e fiscali che ne sono derivati e che hanno adempiuto per conto di terzi.
Chi deve rilasciare la Certificazione Unica
Come abbiamo visto, l’obbligo di consegnare la Certificazione Unica è a carico dei sostituti d’imposta, in pratica, di coloro che pagano stipendi, pensioni o redditi assimilati. Per farlo, viene compilata la versione “sintetica” del modello, mentre all’Agenzia delle entrate viene inviato il modello “ordinario” che contiene molte più informazioni.
Lo stesso adempimento è obbligatorio anche per i soggetti, comprese le pubbliche amministrazioni, che hanno versato somme e valori senza applicazione della ritenuta alla fonte, ma per i quali è prevista la contribuzione Inps.
Anche chi impiega lavoratori domestici al proprio domicilio deve predisporre la Certificazione Unica.
Quando viene rilasciata la Certificazione Unica
Entro il 16 marzo di ogni anno, o nei giorni immediatamente successivi se questa data cade di sabato o domenica, i sostituti d’imposta devono consegnare la Certificazione Unica all’Agenzia delle entrate e, nel contempo, renderla disponibile anche ai diretti interessati. Tuttavia, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, l’ex dipendente ha diritto ad ottenere la CU entro 12 giorni da quando ne fa richiesta.
Per la consegna il datore di lavoro può utilizzare diverse modalità:
- consegna a mano, fornendo una copia cartacea direttamente al lavoratore;
- tramite raccomandata con ricevuta;
- tramite PEC
- tramite aree riservate al dipendente online.
Cosa fare se il datore di lavoro non ha consegnato la CU
Dobbiamo distinguere due casi profondamente differenti, infatti, se la mancata consegna è solo imputabile a un’assenza di comunicazione diretta con il datore di lavoro che però ha regolarmente presentato la CU al Fisco, basta accedere al proprio cassetto fiscale, loggandosi nell’area personale del sito dell’Agenzia delle entrate per scaricarla gratuitamente. Per i pensionati invece, la CU è sempre e solo consultabile online sul sito dell’Inps loggandosi con la propria identità digitale.
Viceversa, se la mancata consegna dipende da un comportamento illecito del sostituto d’imposta che non ha compilato e consegnato il dichiarativo al Fisco, occorre ricorrere per vie legali e denunciare l’accaduto. Infatti, se la certificazione unica non è presente nel cassetto fiscale, il primo passo fondamentale è inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC al datore di lavoro per sollecitare la consegna della CU, qualora il sostituto d’imposta continuasse nell’inadempimento che, lo ricordiamo, per lui è obbligatorio, occorre rivolgersi all’Agenzia delle entrate o alla Guardia di Finanza per denunciare l’accaduto. Il Fisco punisce con una sanzione da 258 euro a 2.065 euro il sostituto d’imposta che non presenta la CU.
Cosa contiene la CU
Esistono due tipi di certificazione unica: sintetica e ordinaria. La versione sintetica viene consegnata solo ai lavoratori dipendenti mentre quella ordinaria, più completa, viene inviata all’Agenzia delle Entrate. In presenza di più certificazioni per più rapporti di lavoro, su richiesta del lavoratore, l’ultimo sostituto d’imposta può conguagliare in un’unica certificazione i redditi percepiti nell’anno precedente. In questo caso, se non ci sono altri redditi da dichiarare o spese da recuperare, potrebbe essere inutile presentare la dichiarazione dei redditi, perché tutti gli obblighi fiscali sono stati adempiuti. Ricorda che se non presenti la dichiarazione dei redditi puoi usare la scheda unica per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille, presente nella CU ordinaria per esprimere la scelta.
La Certificazione Unica attesta le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate allo Stato, in particolare:
- i redditi complessivi da lavoro dipendente e assimilato (per esempio, per le collaborazioni coordinate e continuative;
- i redditi da pensione e le prestazioni a sostegno del reddito (indennità di disoccupazione, mobilità, cassaintegrazione);
- i redditi complessivi da lavoro autonomo e le provvigioni;
- le provvigioni per prestazioni, anche occasionali, per rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza commerciale, procacciamento d’affari;
- le relative ritenute d’acconto, gli acconti sulle imposte (Irpef e addizionali) e le detrazioni già effettuate;
- i redditi e le ritenute relative alle locazioni brevi effettuati per il tramite di intermediari che si sono impegnati al versamento delle imposte dovute;
- i contributi previdenziali e assistenziali, i contributi previdenziali complementari e il TFR accantonato.
Le novità della CU del 2025
Come ogni dichiarativo fiscale, anche la CU, ogni anno si rinnova per adattarsi alle modifiche della normativa. In particolare, nella CU 2025 sui redditi del 2024 troviamo:
- la nuova la sezione (campi da 791 a 805) riservata ai dati utilizzati ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata relativi ai beneficiari dell’Assegno universale riconosciuto dall’Inps alle famiglie con figli a carico in possesso di determinati requisiti;
- i fringe benefit detassati hanno trovato posto nei punti 474 e 475 del modello. Le stesse informazioni di dettaglio sono state previste anche nella sezione relativa ai premi di risultato, nei campi 580, 581, 600 e 601;
- il Codice identificativo nazionale – Cin, relativo alle locazioni brevi.
La CUPE, certificazione di utili e proventi
Il 17 marzo è l’ultimo giorno utile anche per la consegna della Certificazione degli utili e dei proventi equiparati – Cupe ai residenti che ricevono utili derivanti dalla partecipazione in imprese, residenti e non residenti. La Certificazione è rilasciata da:
- società ed enti emittenti gli utili (trust, società di capitali, eccetera)
- casse incaricate del pagamento degli utili o di altri proventi equiparati
- intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte titoli Spa
- rappresentanti fiscali in Italia degli intermediari non residenti aderenti al sistema Monte titoli spa e degli intermediari non residenti che aderiscono a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti allo stesso sistema
- società fiduciarie, con esclusivo riferimento agli effettivi proprietari delle azioni o titoli a esse intestate, sulle quali siano riscossi utili o altri proventi equiparati
- imprese di investimento e agenti di cambio
- ogni altro sostituto d’imposta che interviene nella riscossione di utili o proventi equiparati derivanti da azioni o titoli.
La Cupe deve essere inoltre consegnata per i proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni, contratti di associazione in partecipazione e contratti di cointeressenza.
Come ottenere la Certificazione Unica
Per ottenere la propria CU senza aspettare il sostituto d’imposta, sempre che questi l’abbia già elaborata e inviata al Fisco, è possibile fare riferimento al proprio cassetto fiscale presente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. Dopo essersi loggati con la propria identità digitale SPID, CIE o CNS, nel proprio profilo scegliere “servizi” e digitare nella barra di ricerca “cassetto fiscale”. Dopo aver cliccato su “accedi al servizio”, scegliere “consultazioni”, “dichiarazioni fiscali” e finalmente è possibile visionare le Certificazioni Uniche relative agli ultimi 8 anni.
Per i pensionati, invece, si può recuperare la certificazione unica online, tramite il portale dell’Inps. Per farlo, si deve far riferimento a questa pagina del sito Inps che prevede l’accesso tramite le proprie credenziali, SPID, CIE o CNS. Nel fascicolo previdenziale del cittadino, inoltre, alla voce “modelli” è possibile visualizzare le CU degli anni scorsi. Allo stesso modo è possibile scaricare la CU dalla App INPS Mobile.
Per chi non vuole o non può utilizzare l’online è possibile utilizzare:
- il Contact center per richiedere l’invio a domicilio:
- al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile oppure 800 434 320, sia da rete fissa che mobile, servizio con risponditore automatico;
- al numero (+39) 06 164164 (abilitato alle chiamate da rete mobile), servizio con operatore attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 (ora italiana) e il sabato dalle 8 alle 14 (ora italiana) per i pensionati residenti all’estero;
- posta elettronica certificata (PEC), inviando richiesta all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it e allegando copia del documento di identità del richiedente, si riceve la CU alla casella utilizzata per l’invio;
- email, inviando richiesta all’indirizzo richiestacertificazioneunica@inps.it (per chi non ha la PEC).
La CU può essere richiesta anche:
- da persona delegata che, oltre alla delega, allega alla domanda copie dei propri documenti d’identità e del delegato;
- dagli eredi del titolare deceduto che, oltre alla copia del proprio documento di riconoscimento, dovranno presentare una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Da ultimo, per chi ha difficoltà a recarsi di persona presso gli sportelli INPS, è possibile far riferimento al canale utenza fragile dedicato a disabili e anziani cui bisogna abilitarsi online.